La gentilezza come chiave per coinvolgere i giovani

Un migliaio di ragazzi da tutta Italia riuniti al Teatro del Maggio Fiorentino a Firenze, nella convinzione che la gentilezza è tuttora un valore, e la base per combattere le piaghe del bullismo e del cyberbullismo costruendo il rispetto reciproco: è quello che è andato in scena lo scorso 27 marzo in occasione di “Be Kind 2025”, iniziativa partita nel 2023 dall’assocazione Contrajus Aps.
«Ho deciso di fondare l’associazione nel 2016, come insieme di avvocati che intendeva occuparsi delle situazioni di fragilità, in particolare giovanile – racconta il presidente e fondatore, l’avvocato Paolo Russo -. Avendo alle spalle diversi anni di impegno con giovani e ragazzi come animatore, avevo infatti avuto esperienza diretta di queste tematiche. L’intenzione era quella di fare da “pungolo” al legislatore laddove non interveniva, o interveniva in modo inefficace, a tutela della fragilità. Ci siamo però presto resi conto che era necessario relazionarci anche con altre professionalità: basti pensare a tematiche come il bullismo, che non sono certo solo una questione legale. Da allora l’associazione si è allargata anche a psicologi, sociologi, educatori, per poter fare un lavoro completo nella formazione e tutela dei ragazzi».
Partita dalla Toscana, l’attività di Contrajus Aps si è così allargata a tutto il territorio nazionale; arrivando ad incontrare in questi anni oltre 15 mila giovani e il loro insegnanti ed educatori, che hanno preso parte a corsi di formazione e progetti di sensibilizzazione in scuole e associazioni sportive. Presto è poi arrivata anche la collaborazione con le istituzioni e il loro sostegno, così come quella con altri enti; e la partecipazione a svariati convegni e iniziative nel campo dell’educazione e della tutela dei ragazzi.
Nel 2023 è quindi partito “Be Kind”, “Sii gentile”, pensato come giornata di incontro e di restituzione di quanto fatto nell’anno nei vari progetti scolastici. «Abbiamo scelto il tema della gentilezza come filo portante – spiega Russo – per evidenziare che non è un valore nostalgico, d’altri tempi, ma estremamente attuale per la prevenzione del bullismo e cyberbullismo. Gentilezza non tanto come semplici buone maniere, ma come buone maniere che scaturiscono dal rispetto per l’altro. Si pone tanta enfasi a livello mediatico sui “ragazzi sbagliati”: certo che ci sono, ma appunto per questo facciamo educazione e prevenzione. Molti di loro possono poi diventare “peer educator”, formatori dei loro pari: è significativo che diversi dei ragazzi che hanno partecipato ai nostri progetti abbiano poi espresso il desiderio di collaborare con noi come volontari. È importante che noi adulti aiutiamo i ragazzi a far venire fuori il meglio di sé».
La città prescelta per la manifestazione è stata Firenze, dove ha sede legale Contrajus, trovando il sostegno e il patrocinio della Regione Toscana. «Pensavamo di avere un centinaio di persone – ricorda Russo – e invece già dalla prima edizione ce ne sono state 500, crescendo fino a 1000 nelle successive. Ci è stata così concessa una sede prestigiosa come quella del Teatro del Maggio Fiorentino, per una giornata di incontro, festa e spettacolo i cui contenuti sono interamente proposti e creati dai ragazzi. Così come sono proposti dai ragazzi gli ospiti: nelle varie edizioni abbiamo avuto cantanti e atleti di rilievo anche internazionale. Nel tempo abbiamo trovano la collaborazione e il patrocinio di sempre più enti e istituzioni, tra cui diversi ordini professionali e associazioni».
Il tema dell’edizione 2025 tenutasi il 27 marzo è stato “It’s ok to not be ok”, “È ok non essere ok” (il titolo richiama una nota serie televisiva coreana, che parla proprio di disagio mentale): un invito all’accettazione di sé a cui i partecipanti hanno risposto con la creazione di un video di massimo 5 minuti, tra cui sono stati poi scelti 5 finalisti e un vincitore finale. Il premio è consistito in 500 euro da utilizzare per le necessità della classe vincitrice.
Sempre in occasione di Be Kind 2025 è stato conferito a Contrajus Ats il Premio Pegaso, il maggior riconoscimento promosso dalla Regione Toscana. «Vogliamo far vedere – ha commentato Russo – che ci sono ancora tante persone che, ognuna con il proprio ruolo, credono ancora in questi valori, e lanciare un seme di speranza: il nostro lavoro quindi continua».