Ugualmente diversi, un documentario speciale nella giornata dell’autismo

È anche un film sull’unicità di ogni creatura umana, il documentario Ugualmente diversi, che Sky Documentaries trasmette oggi, 2 aprile, alle 21.15 (e in steaming su Now e on demand) nella Giornata mondiale della Consapevolezza sull’Autismo.
Fu istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’Onu, con l’intento di richiamare l’attenzione dei cittadini sui diritti delle persone nello spettro autistico, e infatti, il documentario diretto da Federika Ponnetti racconta alcuni dei ragazzi che lavorano in una pizzeria davvero speciale.
Si chiama Pizzaut, con accanto la frase “nutriamo l’inclusione”. Qui tutto il personale è composto da persone con autismo e su un muro del locale si legge chiaramente: “Tu non sei normale. È il miglior complimento che mi abbiano mai fatto”.

Una splendida pizzeria, quella raccontata in Ugualmente Diversi. «Forse l’unica al mondo, certamente in Europa – spiega il fondatore Nico Acampora – quando siamo partiti ci hanno detto che non si poteva fare. Se pensa di riuscirci è più handicappato dei suoi ragazzi. Da quella frase abbiamo fatto 200.000 pizze», prosegue, mentre le storie e le riflessioni dei tre protagonisti, Lorenzo, Andrea e Gabriele, si alternano, e lentamente si legano, si mescolano, a quelle di altri giovani, fuori dallo spettro autistico, ma anche loro alle prese con una complessa unicità, con insicurezze, dubbi e timori.

I secondi si recano nel ristorante dove incontrano i primi e tutti insieme, ognuno con la propria (differente) condizione, ribadiscono che la vita, in un caso o nell’altro, è una meravigliosa imperfezione, una vitale e fertile incompletezza e ragionano, e fanno ragionare, sui concetti di equità, uguaglianza, unicità, appunto, e diversità.
Temi che entrano anche nella cosiddetta normalità, come nella condizione, certamente più complicata e faticosa, della vita nello spettro autistico. «Non una malattia», come ribadisce uno dei protagonisti, ma una condizione, appunto, anche se delicata e dalla forbice ampia.
Lo spiega brevemente ancora Acampora parlando dei suoi ragazzi, alcuni più fisici affettivamente e altri meno. La realtà dello spettro autistico, in effetti, è varia e complessa, dal cosiddetto alto funzionamento ad altre forme di più basso e complicato. Questo è bene ricordarlo, come è sempre bene ricordare le potenzialità, i bisogni personali, sociali, professionali, relazionali, affettivi, di chi vive questa realtà.
Ugualmente diversi la racconta bene, non semplificandola ma nemmeno spettacolarizzandola. Semplicemente, sapientemente, osservandola e ascoltandola.

__