La classe inclusiva: un percorso di crescita condivisa

L’inclusione delle persone con disabilità rappresenta una delle sfide più rilevanti per il sistema educativo contemporaneo. Negli ultimi anni, le normative in materia di disabilità hanno posto l’accento sull’importanza di garantire pari opportunità e un ambiente scolastico accogliente per tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro caratteristiche personali.
L’inclusione scolastica, in Italia, è regolata da una serie di normative che mirano a garantire il diritto all’istruzione e la piena partecipazione alla vita scolastica degli studenti con disabilità. Tra le norme più recenti e rilevanti, spicca il Decreto Legislativo 66/2017, che ridefinisce il ruolo del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e pone l’accento su un modello inclusivo basato sul funzionamento globale dello studente.
Inoltre, il Decreto Legge 96/2019, correttivo del precedente decreto, rafforza il concetto di inclusione come processo continuo, volto a valorizzare le potenzialità di ciascun alunno e a promuovere l’autonomia e la partecipazione attiva.
Le normative sottolineano l’importanza di adottare strategie didattiche personalizzate e misure di supporto adeguate al fine di rispondere, in modo funzionale, ai bisogni educativi speciali (BES). Per comprendere meglio le dinamiche dell’inclusione scolastica, analizziamo il caso di L., un adolescente di 14 anni con disabilità intellettiva lieve che frequenta il primo anno di liceo scientifico. L. ha difficoltà nell’apprendimento, particolarmente evidenti nelle materie scientifiche, e manifesta una scarsa autostima e un ridotto senso di autoefficacia.
Fin dai primi giorni di scuola, L. vive una condizione di emarginazione, perché i compagni tendono a escluderlo dalle attività di gruppo, considerandolo diverso e meno capace. Questa dinamica alimenta il suo senso di inadeguatezza e lo porta a isolarsi sempre di più, limitando ulteriormente le sue opportunità di crescita personale e integrazione. La situazione raggiunge un punto critico quando L., durante un compito in classe, subisce un episodio di scherno da parte di alcuni compagni che ridono delle sue difficoltà. Questo evento fa emergere la necessità di un intervento immediato e mirato da parte del team educativo.
Prima di ogni altra cosa, bisogna specificare che l’inclusione scolastica non può prescindere dalla collaborazione tra docenti specializzati di sostegno e insegnanti curriculari. Il docente di sostegno svolge un ruolo chiave nell’accompagnare la classe e l’alunno con disabilità nel percorso scolastico, promuovendo l’acquisizione di competenze didattiche, relazionali ed emotive. Tuttavia, l’inclusione autentica si realizza solo quando anche gli insegnanti curriculari assumono un ruolo attivo, condividendo responsabilità e strategie educative.
Tra le strategie inclusive più efficaci troviamo l’apprendimento cooperativo che favorisce la collaborazione tra gli studenti e valorizza le diversità; la didattica personalizzata che prevede l’utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative per facilitare l’apprendimento e la gestione delle dinamiche di classe volta alla promozione di un clima scolastico positivo e al contrasto di fenomeni come emarginazione e bullismo.
Gli insegnanti di sostegno e curriculari, insieme al consiglio di classe, decidono di attuare un piano di intervento per migliorare l’inclusione di L. e contrastare la stigmatizzazione. Quindi decidono di organizzare attività di gruppo basate sull’apprendimento cooperativo, in cui ogni studente ha un ruolo specifico e contributivo. L. viene inserito in un gruppo che lavora su un progetto di scienze, dove può mettere a frutto le sue competenze pratiche e manuali, sviluppando maggiore fiducia in sé stesso.
Successivamente verranno svolte alcune attività di metacognizione e potenziamento della motivazione e dell’autoefficacia. Verranno fissati obiettivi a breve termine, chiari e raggiungibili, per permettere a L. e a tutta la classe, di sperimentare piccoli successi quotidiani. Ogni traguardo raggiunto verrà valorizzato attraverso il rinforzo positivo, sia da parte degli insegnanti che dei compagni. Verrà messo in atto un progetto che prevede un Training sulle emozioni e gestione delle relazioni: incontri di educazione emotiva, durante i quali, la classe potrà apprendere a riconoscere e gestire le proprie emozioni, svolgendo attività di sensibilizzazione sulle diversità e sull’importanza dell’empatia e del rispetto reciproco.
Dopo alcuni mesi di intervento, si osservarono significativi miglioramenti. Lo studente, grazie all’intervento immediato e collaborativo dei docenti, adesso mostra una maggiore partecipazione alle attività scolastiche, vive nuove amicizie e riesce a gestire meglio le situazioni di stress. Anche il clima della classe appare più sereno e collaborativo, con una riduzione dei fenomeni di esclusione e scherno. L. sperimenta un incremento del senso di autoefficacia e dell’autostima, che si riflette positivamente anche sul suo rendimento scolastico.
Gli episodi di isolamento diminuiscono e il ragazzo inizia a percepirsi come parte integrante del gruppo classe. Il caso di L. dimostra come un approccio integrato e collaborativo, basato su strategie didattiche inclusive e sulla valorizzazione delle competenze relazionali ed emotive, possa favorire l’inclusione scolastica e il benessere degli studenti. Gli insegnanti di sostegno e curriculari, insieme alle famiglie e ai compagni di classe, svolgono un ruolo fondamentale nel creare un ambiente scolastico accogliente e inclusivo, in cui ogni studente possa esprimere al meglio le proprie potenzialità.
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