Varato il piano europeo per affrontare guerre e criminalità informatica

Guerre, disastri climatici, criminalità informatica e conflitti armati: queste alcune delle crisi che i cittadini europei devono essere pronti ad affrontare. Si parla anche di un kit di sopravvivenza per 72 ore.
Hadja Lahbib (a destra), commissaria europeo per la preparazione, la gestione delle crisi e l'uguaglianza, e Roxana Minzatu (a sinistra), vicepresidente esecutiva della Commissione europea per le persone, le competenze e la preparazione, tengono una conferenza stampa sulla strategia dell'Unione europea per prevenire e reagire alle minacce e alle crisi emergenti. Foto Ansa, EPA/OLIVIER HOSLET

La Commissione europea ha pubblicato il piano d’azione della Strategia di preparazione dell’Unione europea (Ue) (Preparedness union strategy), con cui chiede agli Stati membri di preparare i cittadini europei a possibili crisi che potrebbero colpire il continente: guerre, attacchi informatici, pandemie e disastri climatici, anche preparando un kit di emergenza per sopravvivere per 72 ore. Il come, sarà demandato agli Stati membri che hanno delle esigenze diverse: alcuni investiranno di più nella difesa, altri nella gestione dei rischi climatici.

La strategia proposta dalla Commissione europea delinea un modello di gestione delle crisi ispirato ai paesi del Nord Europa, in cui è coinvolta l’intera società, dai cittadini alle imprese e, ovviamente, ai governi. Secondo il documento, la strategia dovrebbe «creare un’Ue sicura e resiliente, dotata delle capacità necessarie per anticipare e gestire minacce e pericoli, indipendentemente dalla loro natura o origine». La strategia si concentra sul miglioramento dei sistemi di allerta precoce, garantendo la continuità dei servizi essenziali quali l’assistenza sanitaria e l’acqua potabile e aiutando i cittadini a prepararsi a rispondere alle crisi.

La preparazione e la sicurezza saranno integrate nella legislazione, nelle politiche e nei programmi europei, che il documento articola in 30 azioni chiave in sette temi quali la cooperazione civile-militare, la cooperazione pubblico-privata e la preparazione della popolazione. Un allegato, poi, elenca circa 60 azioni chiave da implementare entro i prossimi due anni, tra cui l’intensificazione del monitoraggio delle fake news, la valutazione del livello di preparazione nei servizi finanziari e l’inserimento della preparazione nei programmi scolastici.

È prevista l’istituzione di un nuovo polo di coordinamento delle crisi centralizzato, migliorando l’attuale Centro di coordinamento della risposta alle emergenze, e il potenziamento delle scorte europee condivise esistenti di beni come vaccini, attrezzature di trasporto e attrezzature essenziali per contrastare minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari. Inoltre, sono previste esercitazioni di addestramento a livello europeo per aumentare la cooperazione civile e militare, così come i piani per sviluppare liste di controllo di preparazione minima per servizi essenziali come scuole, trasporti e telecomunicazioni.

La sicurezza informatica è uno degli elementi principali della raccomandazione, poiché gli attacchi ibridi e informatici sostenuti da Stati sono diventati una «caratteristica permanente della realtà contemporanea». Infatti, dall’inizio della guerra in Ucraina, la Russia ha intensificato l’attività nel cyberspazio, prendendo di mira anche infrastrutture critiche come le reti energetiche, in particolare nei paesi dell’Est Europa. Anche paesi come Cina, Iran e Corea del Nord si sono rese protagonisti di attacchi informatici verso governi occidentali, aziende e altre istituzioni.

Ecco che una proposta particolarmente significativa è quella di istituire un «sistema europeo di allerta per la sicurezza informatica», che secondo la Commissione europea migliorerebbe il rilevamento delle minacce e la consapevolezza della situazione in Europa. Inoltre, sono richieste iniziative di formazione digitale e assistenza per i paesi che intendono entrare nell’Ue, ma anche un utilizzo maggiore della diplomazia informatica e una migliore cooperazione con la NATO.

Infine, è prevista l’attivazione di una piattaforma digitale per informare i cittadini europei e i viaggiatori stranieri sui rischi connessi a crisi potenziali e sulle azioni da intraprendere, nonché l’istituzione di una giornata europea della preparazione per sensibilizzare imprese, società e istituzioni sull’importanza di essere preparati ad affrontare potenziali disastri.

Secondo Kaja Kallas, alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, «in un momento in cui l’Ue si trova ad affrontare sempre più sfide in materia di sicurezza, tra cui un numero sempre maggiore di attacchi ibridi e nuovi rischi per la sicurezza, dobbiamo essere pronti ad affrontare le crisi e a proteggere il nostro stile di vita». Infatti, «la Strategia di preparazione e il suo piano d’azione propongono passi concreti per rendere i nostri cittadini e le nostre società più consapevoli, più preparati e più resistenti alle crisi».

Secondo Roxana Minzatu, vicepresidente esecutiva della Commissione europea con delega alle competenze, l’istruzione, la cultura, il lavoro, i diritti sociali e la preparazione, «è necessario sapere come agire, come reagire, se manca la corrente, se c’è un terremoto, se c’è un’alluvione massiccia o se c’è qualsiasi tipo di minaccia. Come ci si protegge? Di quali risorse si ha bisogno? Come ci si assume la responsabilità?». Per questo, «si tratta di uscire da una mentalità reattiva e reattiva verso potenziali rischi e pericoli e di entrare in un approccio, in una mentalità, che riguarda la previsione, l’anticipazione dei rischi, la prevenzione».

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