“Fughe e approdi”, le Eolie della Taviani
11-08-2012 di Giuseppe Distefanofonte: Città Nuova
Ricordate “Kaos”, il film dei fratelli Taviani di trent’anni fa? La scena in cui la famiglia di Pirandello fuggiva di nascosto verso Malta a bordo di una tartana? A guidarla c’era un giovane marinaio, Franco detto Figliodoro, un ex pescatore originario di Lipari, lo stesso che alla fine del film invitava i bambini a volare rotolando giù dalle montagne di sabbia bianca.
Tra i bambini c’era Giovanna Taviani. Diventata saggista e studiosa di cinema e letteratura, la figlia di Paolo Taviani, è passata successivamente alla macchina da presa debuttando nel 2004 come documentarista con il film “I nostri 30 anni: generazioni a confronto”, nel 2005 con “Ritorni”, e nel 2010 con “Fughe e approdi”, presentato al 67° Festival di Venezia.
Esce ora in edizione Home-video (prodotto da Kaos Cinematografica e distribuito da Terminal Video) questo omaggio alle isole Eolie in cui l’autrice configura una mappa dettagliata del contesto non solo cinematografico, ma anche storico-culturale dell’arcipelago siculo. Nel documentario, attraverso la memoria personale ed i racconti degli abitanti delle isole, la regista solca su una tartana a vela il mare ripercorrendo i luoghi che hanno visto i set di importanti film di grandi maestri del cinema che qui misero piede per accendere le proprie fantasie: da “L'avventura” di Antonioni a “Stromboli” di Rossellini, da “Il postino”di Massimo Troisi, a Caro Diario di Moretti.
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