7 days in Havana
08-06-2012 di Mario Dal Bellofonte: Città Nuova
È nelle sale l'originale film sulla capitale cubana fotografata da sette registi diversi. Per il resto nulla di eclatante, solo alcuni buoni prodotti insieme ad altri più modesti
Patinato quanto basta, W.E. Edward e Wallis è la storia del re inglese che abdicò per sposare l’eccentrica Wallis. Scandalo e pettegolezzi a non finire. Madonna, nella sua opera seconda, non brilla per profondità di analisi, ma fa spettacolo, con quel tanto di glamour annoiato che in fondo è uno specchietto per allodole. Si poteva tranquillamente non fare. Ma, purtroppo, lady Ciccone è Madonna. Peccato, perché gli interpreti, in particolare Andrea Riseborough, sono bravi. Ma la Ciccone dovrebbe avere il senso del limite. Speriamo in un miracolo!
Originale invece 7 days in Havana: sette cartoline dolceamare di 15 minuti l’una, per attraversare a volo d’uccello una realtà che pochi conoscono nella verità. Un personaggio come Kusturica per esempio passa per un illustre sconosciuto. Ci si diverte e si pensa. Nel sogno di una Cuba libera. Fra i sette registi anche Benicio Dal Toro, il che non è poco, e l’unico cubano Juan Carlos Tabìo.
Trhiller puro Love & Secrets con due attori come Ryan Gosling e Kirsten Durst, per la regia di Andrew Jarecki, bello per chi ama i l genere e stuzzicante psicologicamente, mentre Killer Elite, di Gary McKendry, è un filmone, di quelli che Hollywood sa fare molto bene. Deve tutto – pensate – a Robert De Niro, Clive Owen e Jason Statham. Azione adrenalinica alla follia, sparatorie, fughe e inseguimenti. Tanti, tanti cari morti… Dal deserto a Londra, il trio impazzisce in una spy storie che combina insieme poliziesco, glamour del vecchio divo De Niro, una piccola love story. Ma si corre a perdifiato, ci si stordisce un po’, si accenna alla sporca politica britannica in Oman, ma il filmone tiene ed è un bello spasso rumoroso.
Da perdere, se potete, il peggio del trash in Operazione vacanze. Ed è detto tutto. Molto meglio verdersi i film di Cannes che fino al 14 sono a Roma.
Originale invece 7 days in Havana: sette cartoline dolceamare di 15 minuti l’una, per attraversare a volo d’uccello una realtà che pochi conoscono nella verità. Un personaggio come Kusturica per esempio passa per un illustre sconosciuto. Ci si diverte e si pensa. Nel sogno di una Cuba libera. Fra i sette registi anche Benicio Dal Toro, il che non è poco, e l’unico cubano Juan Carlos Tabìo.
Trhiller puro Love & Secrets con due attori come Ryan Gosling e Kirsten Durst, per la regia di Andrew Jarecki, bello per chi ama i l genere e stuzzicante psicologicamente, mentre Killer Elite, di Gary McKendry, è un filmone, di quelli che Hollywood sa fare molto bene. Deve tutto – pensate – a Robert De Niro, Clive Owen e Jason Statham. Azione adrenalinica alla follia, sparatorie, fughe e inseguimenti. Tanti, tanti cari morti… Dal deserto a Londra, il trio impazzisce in una spy storie che combina insieme poliziesco, glamour del vecchio divo De Niro, una piccola love story. Ma si corre a perdifiato, ci si stordisce un po’, si accenna alla sporca politica britannica in Oman, ma il filmone tiene ed è un bello spasso rumoroso.
Da perdere, se potete, il peggio del trash in Operazione vacanze. Ed è detto tutto. Molto meglio verdersi i film di Cannes che fino al 14 sono a Roma.
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- Argomento: Cinema

