Il futuro del libro
25-06-2012 di Giulia Levifonte: Cittā Nuova
Si legge meno o meglio? Servono editori coraggiosi, librai appassionati e lettori esigenti.
Cresce il numero dei libri, cresce il numero delle persone che scrivono, ma – almeno in Italia – diminuiscono le persone che leggono. E si vendono meno libri: questa è una certezza. Il quarto trimestre 2011 ha registrato un milione e 700 mila acquirenti e un milione e 200 mila lettori in meno rispetto allo stesso periodo del 2010 (Centro per il libro e la lettura, 2012).
È difficile sapere se questi dati raffigurano realisticamente una società che non legge più. Infatti, le possibilità di lettura si sono moltiplicate: ci si alza al mattino e si leggono i quotidiani online, si posso scaricare ebook da Internet ed evitare di comprare libri di carta, è cresciuto il numero di persone che si rivolgono a biblioteche pubbliche.
La questione però forse è un’altra. Molti si domandano se si legga meno (domanda opportuna), ma pochi si domandano se si legga meglio (domanda necessaria). Leggere meglio significa leggere libri di qualità, che suscitano crescita culturale e morale. Oggi abbiamo più libri, ma spesso di qualità inferiore, imposta da un cartello di editori che hanno capito che il libro è un oggetto di consumo come un altro. Alcuni ingredienti ne garantiscono il successo: meglio abbondare con scene di sesso, avventura, mistero, e condire il tutto con un pizzico di religione e politica. Benissimo le biografie delle stelline della tv, di politici ignoti e di miracolati.
Quando entriamo in una libreria, quindi, qualcuno – abili manager più che colti intellettuali o sapienti pedagoghi – ha già deciso per noi cosa dobbiamo leggere. Una parte di questo mercato, in un’inversione paradossale dei ruoli, è sostenuta da autori che pagano gli editori per farsi pubblicare il proprio libro.
E allora? Non possiamo tornare indietro. Il libro oggi sta sul mercato come ogni altro oggetto, ma se a questa dimensione l’editoria non saprà accompagnare un ruolo culturale e di indirizzo, perirà seppellita dalle montagne di libri che produce. I libri hanno bisogno di editori coraggiosi, librai appassionati e lettori sempre più esigenti.
- Numero: 12/2012 Citta' Nuova Rivista
- Canale: Cultura Dialogo
- Sezione: Cultura e tendenze
- Argomento: Cultura


